EVGA modifica le politiche di RMA. La causa è il Mining?

EVGA modifica le politiche di RMA. La causa è il Mining?

EVGA è tra i produttori di schede video più apprezzati per le loro politiche di reso e garanzia, anche perché permetteva, tramite l’opzione “Guest RMA”, di creare un RMA di un prodotto non registrato sul loro sito.

Da pochi giorni questa possibilità è stata rimossa dal sito ufficiale americano, infatti, ora per poter richiedere assistenza su un prodotto è necessario prima creare un account sul sito EVGA, fornendo alcuni dati come nome, cognome, indirizzo, numero di telefono ed indirizzo e-mail e successivamente registrare il prodotto.funzionamento garanzia evga RMA EVGA Guest RMA EVGA funzionamento rma evga garanzia evga

Il primo pensiero va a tutti i prodotti di seconda mano, i quali potrebbero essere tagliati fuori dall’assistenza perché collegati ad un account EVGA che non è quello del secondo proprietario, ma questo dubbio è stato subito eliminato in un thread di Reddit, dove la EVGA assicura che il processo di RMA sarà presto reso più semplice per evitare problemi di questo genere.

Un’altra novità, affiorata dal forum EVGA, riguarda il controllo della garanzia residua su un prodotto non registrato o non comprato da rivenditori autorizzati/ufficiali.

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Se prima bastava accedere al sito EVGA e controllare i prodotti, ora per conoscere quanto manca allo scadere della garanzia diretta EVGA, bisogna mettersi in contatto con il produttore.

Anche in questo caso la patata bollente passa agli acquirenti di prodotti di seconda mano, perché prima di acquistare un prodotto usato dovranno prodigarsi in prima persona per sapere quanta garanzia rimane al dispositivo che vogliono acquistare.

La causa è il Mining?

Molto probabilmente questa scelta della casa americana è una mossa preventiva verso tutte quelle schede video spremute per il mining che ora si avvicinano al loro limite di vita e, per non trovarsi sommersi da RMA di prodotti di acquirenti sconosciuti, ha deciso di obbligare i possessori a fornire i propri dati.

Da una parte sarà più facile gestire e limitare il probabile “ritorno in massa a casa” delle schede e dall’altra si mettono i bastoni tra le ruote di chi compra una scheda video usata anziché nuova, cosa che sicuramente fa poco piacere a qualsiasi produttore.

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