Tutto quello che c’è da sapere per iniziare col Sim Racing DIY

Tutto quello che c’è da sapere per iniziare col Sim Racing DIY

Chi spara e chi guida

Il mondo dei gamers è diviso in modo molto semplicistico in due grandi tronconi: chi spara e chi guida (o chi gioca a GTA e fa entrambi ovviamente). Quelli che guidano, a loro volta, sono divisi in due grandi tronconi: chi gioca e chi simula.

Ho vissuto la crescita del mondo del gaming su PC e posso ormai dire con certezza che negli ultimi 2 anni c’è stato un aumento esponenziale del numero di persone che scelgono il PC come piattaforma gaming e, insieme a questo, anche del numero di appassionati di motori, di corse e quindi naturalmente di sim racing.

Da quando esiste il mio progetto TGD Simware è passato neppure un anno. Non è ancora il momento di fare il bilancio ma posso dirvi che il “termometro” è davvero caldo. Nessuno si disturba a fare statistiche su quanti siano gli appassionati di sim racing rispetto al totale dei gamer.

Fino a “ieri”, tutti pensavano che fosse solo una “nicchia”. Se un anno fa mi sentivo come un coraggioso che aveva deciso di realizzare prodotti invendibili, oggi posso dire che non mi sento più così.
I sim racer saranno anche una piccola percentuale dei gamer, ma questa “piccola percentuale” sembra essere consistente e soprattutto sembra essere in costante crescita ed in cerca di buoni prodotti.

Quando iniziai la mia avventura su YouTube lo feci con l’intento di avvicinare i gamers al mondo dei motori simulati. Da ex giocatore competitivo di sparatutto e di arcade mi sono gradualmente spostato da “quelli che sparano” a “quelli che guidano”. Per quanto anche il mondo degli sparatutto sia fantastico, sono convinto che guidare su PC sia una cosa molto più emozionante che sparare agli avversari con un mouse, perché:

  • E’ adrenalinico, emozionante e dà assuefazione
  • Non comporta l’uso di violenza, non solo non si ammazza nessuno ma si cerca in tutti i modi di non ammazzare nessuno. Nessun genitore potrebbe mai essere preoccupato perché suo figlio è appassionato di corse di auto.
  • E’ molto più vicino alla realtà che non sparare con il mouse. Provate a giocare a CS:GO con delle armi vere…
  • Sviluppa le proprie conoscenze di fisica applicata e ingegneria meccanica. Quindi è molto educativo e stimolante per la mente.

Bene, ora che vi ho dato almeno quattro buoni motivi per smettere di sparare ed iniziare a guidare, mettiamo il caso che vi abbia convinto e che abbiate deciso di entrare nel fantastico mondo del sim racing. Da cosa cominciare? Dove acquistare? Cosa acquistare? A quali componenti dare priorità?

Una spesa graduale

Il mondo del sim racing non è a buon mercato. Se volete godere delle sue emozioni preparatevi a spendere…

Si ok questo è un vecchio adagio, ma le vere domande sono:

  • Quali vantaggi ho spendendo di più?
  • Sarò più competitivo spendendo di più?
  • Posso affrontare la spesa in maniera graduale?

Comprare una periferica o accessorio per volta (quando è possibile) consente di dilazionare la spesa e non dover accendere un mutuo per farsi una postazione. Ve lo dice chi ha cominciato modificando un joystick per farsi il freno a mano ed è finito a produrre periferiche sim racing.

Sembrerebbe logico partire dal volante, ma posso assicurarvi che senza un supporto dove montarlo e senza il giusto sedile del volante ce ne facciamo poco. Anzi, paradossalmente, se proviamo a guidare stando seduti sulla sedia della cucina e tenendo il volante ad un’altezza scomoda rischieremo di perdere interesse per la guida simulata e metteremo anche a rischio la colonna vertebrale. Ecco perché ancor prima di acquistare un qualsiasi volante sarà bene soffermarci sulle domande “dove lo monteremo?” e “dove ci siederemo?”. Pertanto inizierò questa “guida” non dal volante, bensì dal sedile.

Sim Racing DIY sim racer come iniziare col Sim Racing iniziare col Sim Racing come diventare un sim racerIl sedile

Una comoda poltrona girevole con le rotelle ed i braccioli può sembrarci adatta per guidare al PC, ma provateci e vi renderete conto che guidando tendete a muovervi e la sedia vi seguirà, cambiando continuamente la vostra posizione rispetto al volante. I braccioli invece ostacoleranno i movimenti delle braccia facendovi maledire il giorno in cui avete deciso di passare alla guida simulata. Cosa fare allora? Beh, ci sono passato anche io, e le mie soluzioni furono le seguenti:

  • Smontare le rotelle dalla sedia e sostituirle con dei gommini. Potete utilizzare dei tasselli di legno rotondi (spessore 1 cm) con dei gommini antiscivolo sotto, attaccati alla sedia con del biadesivo forte. Sovrapponendo più tasselli (sono di legno quindi incollateli con della colla vinilica) potrete regolare l’altezza.
  • Smontare i braccioli (non sempre la sedia lo permette). In alcuni casi sono proprio i braccioli a tenere insieme la sedia purtroppo. In tal caso cercarne una più adatta.
  • La parte più difficile, se la sedia è girevole, sarà bloccarla in modo che non giri più. Capovolgere la sedia e cercare il fermo che ancora il perno alla base. Una volta tolto il perno smontate la base. Ora usate uno spessore di gomma per reinserire la base facendo in modo che il perno rimanga incastrato “a pressione”. Questo potrebbe ridurre la rotazione ma non farla sparire del tutto. Potrebbe essere necessario inventarsi un ulteriore fissaggio di rinforzo per fermare il perno.

Prima degli acquisti

Prima dei “consigli per gli acquisti” pensiamo un attimo a dove monteremo il volante.
Abbiamo una scrivania? Quanto sarà alto il volante? Questa è una nota veramente dolente, un problema che può essere molto più rognoso da risolvere del sedile. Perché se il volante è troppo in alto potremmo alzare il sedile, ma se alziamo il sedile poi avremo bisogno di alzare anche la pedaliera o non arriveremo comodi con le gambe sui pedali… dunque, da qualsiasi parte si cerchi di correggere, ci sarà qualcos’altro da compensare.
Vediamo quindi le soluzioni per chi non vuole spendere millemila euro per acquistare una postazione da sim racing:

  • Se la scrivania è ad un’altezza più o meno giusta potrà essere sufficiente alzare un po la sedia e magari costruirsi una pedana il legno sulla quale appoggiare la pedaliera. Una comune tavola di legno andrà bene, magari possiamo farla reclinabile, l’importante è che non si muova o la pedaliera si sposterà appena schiacciamo un pedale.
    Quindi, cerchiamo di inventarci un modo per tenerla ferma: agganciandola alla scrivania, alla sedia o a qualsiasi altra cosa. Anche la pedaliera dovrà essere ferma sulla pedana. Inventiamoci quindi un modo per fissarla senza naturalmente doverla incollare. Delle placchette metalliche e delle viti faranno il lavoro.
  • Una soluzione alternativa, indicata se la scrivania è troppo alta o troppo bassa, è quella di aggiungere una “mensola” di legno sotto (o sopra) il piano della scrivania sul quale montare il volante. Può sembrare semplice e facile ma provateci e vi accorgerete che non è così: il volante vibra tanto e la mensola si piega e vibra facendo vibrare anche il resto della scrivania. In tal caso utilizzate delle barre metalliche rigide per fissare la mensola e azzerare le vibrazioni. Dei gommini antiscivolo posti tra il volante e la mensola possono aiutare a ridurre le vibrazioni. Naturalmente, vi toccherà bucare la scrivania per fissare le viti: forza e coraggio, dopotutto è legno.

Il Cambio

Bene, adesso siete seduti alla postazione di guida e siete soddisfatti della seduta e dell’altezza del volante. Arrivate comodi con le gambe sulla pedaliera ma, il cambio? Dove lo mettete?

Prima di dirvi dove mettere il cambio parliamo un attimo di motori. Che tipo di guida vi piace? Con che tipo di auto volete correre? Siete fanatici di 500 Abarth e volete correre solo con quelle? Siete appassionati di F1 e disdegnate tutto il resto? Siete appassionati di rally e volete correre solo con WRC?

E’ necessario rispondere a queste domande perché è la vostra passione che vi spingerà ad adottare determinate soluzioni nella vostra postazione.

Se ad esempio siete appassionati di F1 per il cambio userete soltanto le palette al volante. In questo caso la soluzione è semplice: prendete il cambio ad H e buttatelo via perché non vi serve affatto. Se invece siete appassionati di 500 Abarth allora probabilmente utilizzare le palette al volante per cambiare vi sembrerà una grossolana approssimazione che trasforma il simulatore in un arcade (in realtà non è proprio così e vi spiegherò in seguito il perché) e dunque non siete disposti a compromessi: ci vuole il cambio ad H!

Ok ho il cambio ad H, ma a che altezza lo sistemo? Ebbene anche qui non c’è una risposta univoca, tutto dipende dall’auto che state cercando di simulare. Chiaramente, non avete a disposizione una costosa postazione sim che consente di variare l’altezza del cambio, e anche se fosse… davvero cambiereste l’altezza del cambio ogni volta che cambiate auto nel gioco?
Quindi, cercate un compromesso. Una soluzione che vi ricordi la vostra auto sportiva preferita (auto sportiva vi raccomando, non quella che guidate tutti i giorni….) e che sia comoda anche per altri tipi di auto.
Ci vorrà un supporto e non sarà facile costruirvelo. A secondo del vostro cambio, sarà comunque qualcosa di simile ad un parallelepipedo di legno che fisserete in qualche modo alla scrivania o ad una mensola sorretta da una staffa metallica.
E’ impossibile dare consigli generici, siete voi a dover cercare una soluzione che si adatti a quello che avete.
Il mio compito è indicarvi la strada, sta però a voi scegliere come percorrerla.

Parlando di cambio, una delle domande più frequenti che un principiante si pone è la seguente: quanti tipi di cambio esistono?

I tipi di cambio fondamentali sono due:

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    Cambio ad H

    Cambio manuale ad H. Il classico cambio che tutti conosciamo. Si può passare (a proprio rischio e pericolo naturalmente) da una marcia a qualsiasi altra marcia, sebbene sappiamo tutti perfettamente che senza far scendere i giri, passare dalla quinta alla seconda manderà a farsi friggere il motore. Richiede l’utilizzo della frizione dato che per cambiare marcia bisogna staccare temporaneamente la trasmissione (ovvero “mettere a folle”), cosa che avviene per l’appunto premendo la frizione. Ne segue che avere un cambio ad H senza avere il pedale della frizione porta a una simulazione poco realistica. Viene adottato su auto da strada e anche su auto sportive come ad esempio le auto che competono nella categoria R1 (rally). Queste sono le auto entry-level per i giovani rallisti.

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    Cambio sequenziale a leva

    Cambio sequenziale ad innesti frontali. Da sempre adottato nelle moto, viene adottato anche su auto da strada di fascia medio-alta, nonché su moltissime auto sportive, dal rally fino alla formula 1. Si differenzia dal cambio ad H in quanto non si può passare direttamente da una marcia ad un’altra marcia, ma si può soltanto salire o scendere di una marcia per volta.
    A secondo dell’auto la frizione può essere manuale o robotizzata (automatica). La frizione automatica è naturalmente molto più veloce del piede umano e riesce a cambiare marcia in frazioni di secondo.

La modalità di cambiata sequenziale adottate nelle auto sportive sono fondamentalmente tre:

  • Sequenziale a leva: Si aziona in avanti per scalare e all’indietro per salire. Può sembrare contro-intuitivo ma se ci pensate anche nel cambio ad H le marce basse sono avanti mentre le alte dietro. Adottato in moltissime categorie di auto da rally e anche in monoposto da pista, ad esempio in Formula Abarth.
  • Sequenziale a doppia paletta: questo è il tipo di cambio che troviamo sulle auto di Formula 1. Consiste di due palette. Con la destra si sale, con la sinistra si scala. Consente di cambiare rapidamente senza staccare le mani dal volante. Viene adottato in vetture dove lo sterzo non può compiere più di un giro, in quanto in caso di incrocio delle braccia si avrebbero grossi problemi a cambiare.
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    2015 Volkswagen Polo R WRC Racecar

    Sequenziale a palettone push-pull: questo tipo di cambio è simile al sequenziale a leva ma consiste di un solo grande palettone posto dietro al volante. Consente rapidità di cambiata con minimo stacco della mano dal volante e viene adottato soprattutto nella auto rally delle categorie maggiori, come WRC, RRC e WRX.

Conclusioni

I suggerimenti e le informazioni che vi ho fornito in quest’articolo vi saranno preziosi nello startup della vostra postazione sim racing. Ricordate sempre che sim racing vuol dire molto di più di prendere un PC, un volante e correre all’impazzata perché la parola “sim” implica simulare, non solo giocare.

Anche se non vi ho ancora dato alcun consiglio per gli acquisti vi ho dato però degli spunti di riflessione. La costruzione di una buona postazione sim racing per iniziare non implica per forza l’esborso di migliaia di euro, se avete un po’ di fantasia e di manualità. Forse la parte affascinante del sim racing risiede proprio nella molteplicità di soluzioni che è possibile inventare. Siate originali quindi. Buon lavoro!

I miei precedenti articoli sul Sim Racing che vi possono tornare utili:

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