/* 539341-1534499840 */

La mia storia e i miei progetti Sim Racing: TGD Simware

La mia storia e i miei progetti Sim Racing: TGD Simware


Chi sono e come è iniziato tutto

Mi chiamo Carlo Iovino, sono un ingegnere informatico, programmatore da una vita (ho iniziato a 14 anni), esperto “quanto basta” di elettronica e PC hardware, con una forte passione per i videogames, in particolar modo per la simulazione automobilistica su PC (sim racing).

Anche se sono un gamer da sempre, mi sono avvicinato al sim racing più o meno nel 2004, con l’uscita di Richard Burns Rally. Prima di allora il mondo dei motori non mi affascinava più di tanto. A dirla tutta non ricordo neppure bene il motivo per cui ho acquistato questo simulatore. Non avevo un volante quindi corsi subito a comprarne uno – naturalmente uno economico senza force feedback – e cominciai a guidare. L’idea di essere su una strada di campagna e correre liberamente puntando solo a staccare il miglior tempo mi fulminò. Non sapevo bene cosa fosse il rally. Iniziai a scoprirlo grazie ad un videogame, e mi innamorai al tempo stesso di un sport automobilistico e di un gioco. Non avevo neppure idea che quel simulatore sarebbe stato ricordato per anni come uno dei più realistici mai apparsi. Ciò che mi affascinò fu la sensazione che mi trasmetteva. Per la prima volta mi sembrava che la fisica di un videogame rispecchiasse quella del mondo reale e questo traspariva perfino provando a guidare con una tastiera. Nel 2004 a giocare con il PC erano in pochi: Playstation e Xbox la facevano da padroni, gli schermi erano a tubo catodico e rapporto 4:3, cominciavano ad apparire i primi LCD. Le postazioni sim racing di oggi erano inconcepibili, eppure qualcuno osava

Carlo Iovino tgd sim racing TGD Simware SimHub TGD-1

Nel 2004 le postazioni di oggi si potevano solo immaginare

Chi osava erano aziende come Matrox con il suo TripleHeadToGo e pionieri che hanno “inventato” il gaming multi-monitor in emulazione software in tempi non sospetti, affiancando 3 monitor CRT (La tecnologia AMD Eyefinity è apparsa solo nel 2009 con la serie HD5000). Oggi anche VGA relativamente economiche presentano uscite video per triplo monitor. A quei tempi (e ancora oggi) i miei idoli erano programmatori-modder indipendenti come il finlandese kegetys. Grazie a lui e al suo SoftTH realizzai la mia prima postazione multischermo, con 2 schede video da meno di 30 euro (naturalmente una ATI e una NVIDIA), una motherboard da 40 euro ed una CPU AMD da 100, affiancando 3 schermi diversi tra loro. Per quanto incredibile, funzionava splendidamente.

Le periferiche sim racing come freni a mano, cruscotti, button box e via dicendo non erano neppure contemplate. Con la tecnologia di allora sembrava impossibile costruirsene “in casa”. La filosofia “open source” che anima i nostri anni non era ancora radicata, nessuno avrebbe mai pensato di poter guadagnare soldi o visibilità mettendo in rete dei progetti di elettronica ed aprirli al pubblico.
Come appassionato di sim racing, due anni fa creai un canale youtube personale con l’intento di divulgare e avvicinare le persone a questo meraviglioso mondo.
Quando aprii il canale fantasticavo che un giorno avrei creato delle periferiche sim racing e avrei insegnato alle persone come costruirsele, ma era più che altro un sogno. Non potevo immaginare che ne avrei creato una. La mia prima mod simracing è stata trasformare un joystick da 15 euro in un freno a mano dosabile. In seguito, mi sono autocostruito un po’ tutto, dal sedile al freno a mano idraulico, alla buttonbox, passando per le mod dei cambi, fino ad arrivare ai cruscotti.

La Storia di TGD Simware

Carlo Iovino tgd sim racing TGD Simware SimHub TGD-1

AcHub è nato così

L’avventura TGD Simware inizia scoprendo l’opera di un geniale programmatore francese, il sommo Nicholas Guilbert, conosciuto in rete come Wotever. Nel 2016 Nicholas crea AcHub (in seguito diventato SimHub) un software dedicato ad Assetto Corsa che prometteva di consentire “a chiunque” di assemblarsi la propria dashboard con il controller Arduino e dei display a LED, facilmente reperibili in rete. All’epoca stavo cercando esattamente questo tipo di hardware, ma quel poco che si riusciva a trovare non era affatto a buon mercato. L’unica soluzione economica sembrava l’auto-costruzione. Come ancora oggi, io non credevo nel DIY (acronimo inglese per Do-It-Yourself ovvero “fai da te”). Sapevo bene che iniziare un’auto-costruzione voleva dire smettere di giocare e cominciare ad avere a che fare con scelta dei componenti, saldature, configurazioni e programmazione. Anche se l’idea mi attraeva, il mio lavoro di programmatore non mi lasciava il tempo di dedicarmi ad un simile progetto. Il tempo libero lo usavo infatti per allenarmi e gareggiare online.
Optai quindi per acquistare qualcosa di “già pronto”, costi quel che costi. Trovo in rete una piccola azienda italiana che produce dashboard sim racing e decido di provarne una, rimanendo però delusissimo dall’acquisto: l’apparecchio acquistato non solo mi arriva non funzionante e ci vogliono 3 settimane per l’RMA, ma quando finalmente riesco a provarlo quasi niente funziona a dovere. Scartate le soluzioni smartphone o tablet (non volevo un surrogato ma un vero cruscotto) l’alternativa era comprare oltreoceano… ma a costi proibitivi.

CHI FA DA SE’….

L’auto-costruzione mi sembrò a quel punto l’unica strada percorribile. Mi lasciai tentare dalle possibilità offerte da SimHub e decisi di provare. La prima volta che presi un display a 7 segmenti, lo collegai ad un Arduino e lo usai come cruscotto mi sembrò qualcosa di magico. C’era tanta potenzialità, ma anche tante carenze ed anche in questo caso ero ben lontano da quello che avevo in mente.
Considerai così la possibilità di “violare” il codice di Wotever per capire come funzionasse, con lo scopo di migliorarlo. Una settimana dopo l’inizio del reverse engineering pubblicai una mod di GTA V in cui mostravo come si potevano estrarre dati telemetrici dal gioco e visualizzarli su un cruscotto SimHub. In più implementai anche un navigatore GPS vocale, che potevo utilizzare anziché guardare la minimappa. Potevo giocare a GTA V con un volante, vedere le marce, i giri e la velocità, lo stato di salute dell’auto e del player sul cruscotto e guidare seguendo le indicazioni vocali anziché andare a sbattere guardando la minimappa.

Passarono solo poche ore prima che Wotever vedesse il video della mia mod su Youtube. Mi contattò e mi chiese se avessi hackerato il suo codice (si può ancora leggere nei suoi commenti al video). Naturalmente l’avevo fatto e grazie a questo ero riuscito a capire come far comunicare il gioco con SimHub. Nicholas mi disse che non avrebbe mai immaginato che un giorno qualcuno avrebbe fatto un simile utilizzo del suo software… presto o tardi accade, ma ero stato il primo.

TGD SIMWARE

Dalla mia mod di GTA V è iniziato così un percorso che mi ha portato fino alla creazione di un mio brand, TGD Simware. Ho passato mesi a lavorare sul miglioramento di alcune parti di SimHub che erano vitali per il mio progetto. Questo è stato possibile grazie a Wotever stesso, che mi ha fornito tutte le informazioni per realizzare le mie idee. Anche io però ho fornito a lui preziosi spunti ed idee che oggi trovate nel programma. Si può dire, in un certo senso, che tra di noi sia nata una sorta di “sana competizione” per migliorare il prodotto. Pur collaborando, io e Nicholas abbiamo un obiettivo comune, ovvero mettere il nostro lavoro a disposizione di un maggior numero di persone, ma visioni divergenti su come raggiungerlo. Questo ha fatto in modo che il mio prodotto, pur basandosi su SimHub, finisse per diventarne un’ “estensione”. L’attuale direzione presa da Nicholas riguarda l’utilizzo di smartphone e tablet come dashboard, mentre io ritengo questa soluzione solo un’alternativa utile a qualche “casual gamer” e preferisco concentrarmi su prodotti, più consoni a chi vuole un “vero cruscotto” nella propria postazione. Inoltre, credo nella dashboard come “valore aggiunto”, ovvero quel qualcosa in più che consente di perfezionare la propria guida e vincere, non solo un gingillo per abbellire la postazione. Questo diventa possibile se la dashboard (o meglio il suo software) non si limita a visualizzare numeri ma diviene intelligente, ovvero elabora i dati telemetrici e aiuta il pilota.

DIY o commerciale?

Carlo Iovino tgd sim racing TGD Simware SimHub TGD-1

L’interno dell’attuale TGD-1

SimHub non è un progetto open source e neppure un software commerciale. Wotever finanzia il suo progetto con le donazioni spontanee dei suoi utenti (la donazione è libera ma occorre comunque farne una per sbloccare le piene funzionalità del programma). Il software si rivolge essenzialmente a una cerchia ristretta di appassionati di sim racing che hanno abbastanza competenza tecnico-pratica da assemblare con Arduino e configurare i componenti. L’idea alla base di SimHub è: la dashboard non è standard, ognuno la crea e la assembla da sé secondo i propri gusti, esigenze e possibilità economiche.
TGD Simware ha preso invece una direzione differente: partendo da quel software che presentava mille ostacoli alla mia idea, ho cercato di migliorarlo e trasformare le idee in prodotti appetibili per gli appassionati più esigenti. Se per SimHub, finanziare un software con le donazioni è possibile, finanziare un progetto come TGD Simware nello stesso modo non lo è.

Per le difficoltà cui sono andato incontro nel corso del mio sviluppo, mi sono presto reso conto che insegnare alle persone come “farsi a casa” i miei prodotti con dei video tutorial è semplicemente impossibile. Iniziai una serie di dirette sul mio canale Youtube per spiegare come crearsi delle dashboard basate su Arduino e SimHub che funzionassero a dovere, ma mi fermai presto rendendomi conto che per arrivare all’obiettivo dovevo addentrarmi in concetti di elettronica e programmazione. Pretendere di trasformare i gamer in esperti di tutto non era la soluzione. Stavo facendo delle dirette per 4-5 appassionati e questa non era divulgazione. Se avessi perseverato avrei corso il rischio di regalare a qualcuno il mio know-how, che poi magari lo avrebbe sfruttato per far soldi, cosa che io non potevo certo fare con 500 view su Youtube. Decisi che avrei fatto meglio a lavorare per dare alle persone qualcosa di “finito” ad un prezzo accessibile, ovvero ciò che volevo comprare e non avevo trovato.

TGD-1

Carlo Iovino tgd sim racing TGD Simware SimHub TGD-1

Il primo prototipo di TGD-1 con la scocca realizzata da 3dRap. Maggio 2017

Fu così che nacque il progetto TGD-1. Pur avendo progettato la parte elettronica e software, per assemblare il tutto avevo bisogno di una “scocca”. Per fortuna conoscevo 3Drap, azienda italiana di stampa 3D che si distingueva per i suoi prodotti indirizzati al sim racing. Avevo ospitato sul mio canale Youtube una recensione di una loro mod per pedaliera Logitech. Quando mostrai a Beniamino Izzo di 3Drap i miei progetti, lui fu entusiasta e si prestò a progettare una scocca per la mia dashboard. Fu un progetto realizzato scambiandosi bozze e disegni su WhatsApp, in un paio di giorni. Ma Roma non fu fatta in un giorno e neppure in due….  Lavorare su questo progetto per me ha voluto dire rinunciare al lavoro retribuito per 3 mesi, sacrificare il 95% del mio tempo libero dormendo 4-5 ore per notte.

Carlo Iovino tgd sim racing TGD Simware SimHub TGD-1

L’attuale modello TGD-1 con la scocca riprogettata.

Grazie al supporto non solo morale ma anche economico dei fan e grazie alla collaborazione di Nicholas e Beniamino siamo arrivati ad oggi con un prodotto commerciale che presenta diversi punti di interesse. Anzitutto è basato su hardware open-source. Ciò vuol dire che, esattamente come qualsiasi PC, è costruito assemblando componenti intercambiabili. La nostra “motherboard” è Arduino e le nostre periferiche sono i display a led e i touchscreen. Esattamente come accade per il PC, se un componente si rompe o si guasta potete cambiarlo o potete farvelo riparare da qualunque esperto di Arduino (e sono tantissimi). Seconda caratteristica del prodotto TGD è che è “compatibile con SimHub” ma al tempo stesso non funziona con SimHub.

Carlo Iovino tgd sim racing TGD Simware SimHub TGD-1

AT-1. Una combinazione di analogico e digitale

Le dashboard TGD possono funzionare esattamente come qualsiasi altra dashboard basata su questo software, ma senza i plugin TGD, non funzionano.
Questo perché, pur basandosi su un software “generico”, presentano software e firmware proprietari, senza i quali perderebbero il 90% della loro funzionalità. Volendo, potete riprogrammarne il firmware e riportarle allo stato di “prodotto DIY dalle funzionalità limitate”, ma così facendo invaliderete la garanzia.
In altre parole, si tratta di un prodotto ibrido, che fa della multi-compatibilità e dell’estendibilità il suo punto di forza. TGD Simware aggiunge ed estende il supporto per giochi che SimHub non supporta, ne amplia e ne perfeziona le funzionalità, secondo un modo di lavorare tipico dell’open-source, anche se nessuno dei due prodotti è realmente open-source. Ogni miglioramento del prodotto base è quindi anche un miglioramento del prodotto derivato, e viceversa.

TGD Simware però non è solo dashboard, ma anche (e soprattutto) software dedicato al sim racing. Di questo vi parlerò nei prossimi articoli di questa rubrica.

COMMENTS

DISQUS: 0